La tecnica dei diaframmi offre la possibilità di realizzare paratie continue in c.a. che dalla quota del piano campagna possono approfondirsi fino a raggiungere, con le tecnologie tradizionali, i 25 – 30 m.
Variamente disposti in sequenze di forme lineari, scatolari, circolari o poligonali, ben si prestano alla realizzazione di vasche per il contenimento di fluidi, parcheggi sotterranei, protezioni e impermeabilizzazioni di argini fluviali e sottopassi.
Si ottengono mediante scavo con benne mordenti libere (benna a gravità) o fissate ad aste telescopiche a estensione verticale (Kelly) di larghezza variabile (normalmente 250 cm) e spessore compreso tra 40 a 120 cm.

Privi di armatura e di calcestruzzo, i diaframmi plastici sono formati dallo stesso fango bentonitico utilizzato per il sostentamento dello scavo, con la particolarità di essere additivato con cemento in grado di conferir loro solidità e integrità nel tempo.
Più che strutture, si possono definire come lenti o setti di terreno con mutate caratteristiche geomeccaniche, particolarmente indicati ogni volta che l’azione di contenimento delle terre, tipica delle paratie, viene meno a favore della eliminazione di flussi idrici o di fluidi in genere.