Il titolare di I.CO.P. S.P.A. illustra perché dall’annuncio degli investimenti non si riesca a passare alla loro concreta realizzazione e di conseguenza le opere pubbliche restino solo virtuali. In primis indica tra i motivi di questa paralisi la pesante burocrazia italiana, sostenendo che le conferenze dei servizi in Italia siano un ostaggio per i piccoli enti. In secondo luogo cita l’attuale formulazione del reato d’abuso d’ufficio negli appalti pubblici: ragione per cui tutti i responsabili unici del procedimento, temendo di ricevere una denuncia, lasciano i progetti fermi. L’amministrazione regionale potrebbe intervenire rendendo vincolanti alcune linee guida – con la loro trasformazione in norme vere e proprie – o perlomeno subordinando l’erogazione di contributi regionali alla loro adozione che, attraverso dei criteri di qualificazione, consenta alle stazioni appaltanti di dare maggiori opportunità alle imprese locali. In veste di vicepresidente nazionale di Ance Petrucco chiede pertanto al nuovo governo una riforma del reato di abuso d’ufficio nonché l’accorpamento delle centrali appaltanti al fine di allentare i freni sopracitati. L’azienda I.CO.P. di Basiliano, che nel 2020 celebrerà il centenario di attività, deve la sua continua crescita al diverso approccio culturale adottato dalla famiglia Petrucco, che ha scelto di specializzarsi nelle opere di fondazioni e microtunnel per presentarsi sul mercato internazionale: chiave che le ha consentito di fronteggiare la prolungata stagnazione del mercato italiano delle costruzioni. Inoltre, puntando ai mercati non emergenti ma maturi e consolidati (come quello francese), l’impresa ha dato prova della sua maggiore flessibilità e produttività rispetto ai concorrenti.

Circa le prospettive future, tenendo presente il ruolo strategico di Trieste dove I.CO.P. è impegnata nel project financing della realizzazione della piattaforma logistica del porto, Petrucco intende sfruttare questo sistema di logistica in funzione del sistema industriale friulano, in modo da evitare di rimanere marginali pur essendo al centro dei traffici e puntare su scelte repentine che ripensino a strumenti strategici come la fiera, il parco tecnologico e i consorzi industriali.

 

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