Sarà completato entro luglio il nuovo ponte sul Torre, parte del primo lotto della riqualificazione della “Palmarina”, strada provinciale 50 (32 milioni di euro): poggerà su 14 piloni e due spalle e sarà lungo 665 metri. Verrà realizzato con una struttura reticolare metallica che contribuirà a esaltarne la trasparenza e con una soletta in cemento armato. La piattaforma stradale avrà invece una larghezza di 10,50 metri e sarà corredata da un lato da un marciapiedi di 1,5 metri e dall’altro da una pista ciclabile larga 2,85 metri. La larghezza complessiva dell’impalcato sarà invece di 15,80 metri. Nella sua parte inferiore il ponte accoglie l’attraversamento del nuovo acquedotto Cafc, le fibre ottiche e le linee telefoniche ed elettriche. I lavori vedono impegnati, oltre alle maestranze dell’impresa esecutrice I.CO.P. S.P.A., anche i tecnici del commissario delegato per l’emergenza alla mobilità riguardante l’A4 e il raccordo Villesse-Gorizia e il personale della concessionaria Autovie Venete. “È un’opera di rilievo dal punto di vista infrastrutturale, ma anche finanziario, perché per questo primo lotto sono stati stanziati 32 milioni di euro (totalmente finanziati dalla Regione), di cui 13,7 milioni solo per il ponte – commenta l’assessore regionale alle infrastrutture e soggetto attuatore del commissario delegato, Graziano Pizzimenti. Lo stato di avanzamento dei lavori è ottimo, per cui è plausibile che dopo l’apertura del ponte si possa proseguire con gli altri interventi di riqualificazione della viabilità provinciale esistente, strettamente connessa con i lavori della terza corsia e del nuovo casello di Palmanova sulla A4”. Si tratta di un’opera imponente, ma soprattutto attesa da anni dalla gente di Chiopris Viscone e da quella di Nogaredo al Torre. Il ponte sostituirà infatti l’attuale ponte sul Torre – realizzato oltre 40 anni fa e che verrà demolito alla conclusone dei lavori senza interrompere così la viabilità, ormai inadatto a sostenere il traffico veicolare, data la strettezza della sezione trasversale e il fatto che l’opera stessa è in fase di degrado.